Disinformati!

libertà di parola!

Giovedì
12 Apr 2007
Ho letto stamattina sul blog di Beppe Grillo un post in merito all’iniziativa “Share action” che, in poche parole, si ripropone di unire il maggior numero possibile di privati piccoli azionisti Telecom e partecipare al prossimo consiglio di amministrazione con lo scopo di dar voce a tutti quei piccoli azionisti che hanno investito i propri risparmi in quest’azienda. Questa iniziativa meritevole è stata pubblicamente appoggiata anche da Di Pietro che, così facendo, ha provocato una reazione, a mio parere, discutibile della Consob che ci teneva tanto a comunicare a Di Pietro quanto l’azione intrapresa da Grillo fosse “illecita” tramite una lettera che l’On. ha reso pubblica.
Per chi non lo sapese la Consob è la Commissione Nazionale per le Società e la Borsa la cui attività è rivolta alla tutela degli investitori, all’efficienza, alla trasparenza e allo sviluppo del mercato mobiliare italiano (da Wikipedia.org), dovevamo aspettarci, quindi, che la “Share action” fosse appoggiata ed agevolata, magari proprio sul piano tecnico, dalla Consob ed invece chi controlla si preoccupa più di difendere “il controllato” piuttosto che vigilare sulla trasparenza e garantire il sacrosanto diritto di un azionista di sapere come vengono gestiti i suoi soldi!
Meditate, gente, meditate!
Mercoledì
4 Apr 2007

Tratto da Epolis:

“Le Regioni hanno chiesto ufficialmente l’oscuramento del portale Italia.it. «Nella riunione del 19 marzo scorso c’è stata la presa di posizione decisiva», spiega Luisanna Depau, assessore della regione Sardegna, tra le più agguerrite sostenitrici dell’oscuramento. «Il 27 marzo, nella riunione del comitato per il portale nazionale, Italia.it, è stato chiesto di mettere a verbale la richiesta delle regioni ». La linea del Coordinamento nazionale degli assessori al turismo è semplice: «Tutti d’accordo sulla necessità di realizzare un portale nazionale A patto che si tenga il contenitore e si cambi il contenuto. Ora bisogna trovare la soluzione tecnica per subentrare a dei contratti preesistenti senza pagare penali ». Adesso la palla passa al Governo. (C. I.)”

 

Giovedì
29 Mar 2007
Lo Stato è laico, è un dato di fatto. Che poi la religione di stato sia quella cattolica è un altro paio di maniche. C’è da dire anche che nel nostro paese convivono un gran numero di religioni e c’è chi, come me, di religioni nono ne abbraccia nessuna; detto questo è inaccettabile che la politica sia comandata dalla chiesa cattolica, stiamo tornando al medioevo ed ai Poteri Universali! I vescovi hanno “ordinato” ai cattolici di votare contro i “Dico”, lo trovo scandaloso, offensivo, retrogrado e presuntuoso. L’argomento è delicato ed è giusto che la chiesa si ponga delle domande ma il polverone che sta nascendo a fronte di una legge che non farebbe altro che riconoscere dei diritti a una “categoria”, quella delle coppie di fatto (eterosessuali, omosessuali etc.), è del tutto ingiustificato. La chiesa professa amore, uguaglianza e comprensione ma mi pare che non stia mettendo in pratica nessuna delle sue dottrine. Con il “libero arbitrio” rispondono alle difficili domande della scienza e poi non si fanno garanti della libertà di scelta dei propri fedeli, con quale diritto?

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