“Fresh Cream”, album di debutto di questo fantastico trio, all’epoca della sua uscita sul mercato, suonava in modo veramente diverso rispetto alla musica di allora. Era il 1966 ,ed in Inghilterra ancora dovevano uscire gli album di Hendrix, (in molte cose ispirato anche dai Cream), lo strapotere musicale era detenuto, ovviamente, da Beatles e Rolling Stones , e negli States si stavano formando gruppi come Velvet Underground e Jefferson Airplane.
Bene, in quel 1966 questo album arrivò primo in classifica nel Regno Unito: le sue frenetiche ritmiche blues, l’originalità dei suoni (forse il primo caso, ma non vorrei sbagliarmi, di un uso così massiccio del wah wah in un album) conquistarono immediatamente pubblico e critica, e non a caso. Il trio dei Cream era infatti composto da musicisti impressionanti: alla voce ed alla chitarra c’era nientemeno che Eric Clapton, proveniente dall’ esperienza dei mitici Yardbirds (nei quali avevano militato anche Jimmy Page e Jeff Beck, e scusate se è poco :-)) , al basso elettrico Jack Bruce, in grado di spaziare in modo sbalorditivo da uno stile all’altro , capace di ritmiche solide ed assoli virtuosi, e alla batteria Peter Edward “Ginger” Baker , proveniente dall’ambito jazz, che portava una massiccia dose di improvvisazione all’interno del gruppo.
Le incredibili doti tecniche dei singoli componenti portavano ognuno di essi a considerare se stesso come una “prima donna”, che doveva prevalere sugli altri membri, ovvero farsi notare di più, ovvero, e forse è stata una fortuna, far vedere che era più bravo: questo avrebbe portato il gruppo a sciogliersi appena tre anni dopo la loro formazione, ma solo dopo averci regalato tre album uno più bello dell’ altro.
Il consiglio da parte mia è quello di procurarseli tutti e tre e di ascoltarseli attentamente in ordine cronologico, per apprezzarne la grandezza e l’evoluzione stilistica.
Partiamo qui a parlare del primo (gli altri due ve li lascio come compito a casa :-D), proprio “Fresh Cream” appunto, che è un insieme di pezzi propri e cover di classici del blues riarrangiati. Come ho già detto altre volte, gli album che possono essere ascoltati senza problemi dalla prima all’ultima traccia sono purtroppo veramente rari, anche se quelli che mensilmente vi propongo fanno quasi sempre parte di questa categoria: Fresh Cream, oltre a farne parte, è un album adatto a tutti i livelli di ascolto, e a tutti i tipi di ascoltatore. E’ un album che può essere sia un piacevole sottofondo, sia oggetto di attenta analisi, una caratteristica veramente non comune nonostante l’epoca della sua uscita.
Pezzi straordinariamente rivisitati come “I’m so glad”, con cori perfetti e ritmo incalzante, altri molto più tecnici e strutturati, come la strumentale e bellissima “Toad”, dove c’è un assolo di batteria che può fare concorrenza a quello di “Moby Dick” dei Led Zeppelin o a quello di “The mule” dei Deep Purple, si fondono in un lavoro che è allo stesso tempo raffinato e rock n’ roll, inondato da atmosfere blues riprese dai grandi maestri, uno su tutti John Mayall, “mentore” sia di Bruce che di Clapton.
Insomma, se proprio vogliamo trovare un difetto a questo album,o meglio, a questo gruppo, è che forse le generazioni successive non lo ricordano o conoscono a sufficienza, presi dall’ascolto (pur sacrosanto) degli altri mostri sacri del rock che li hanno seguiti.
Rimediate all’errore.

Grazie ai faraonici stipendi che i nostri politici percepiscono a fine mese possono permettersi mete vacanziere sicuramente migliori dei buoni vecchi low-cost che l’italiano medio, fortunato, utilizza per le proprie ferie. Chissà in quale paradiso tropicale avrà passato le vacanze estive Maurizio Gasparri, di sicuro c’era molto sole e faceva caldo perchè per fare certe affermazioni bisogna come minimo aver preso un colpo di sole.
Leggo stamattina dal sito del Corriere un’affermazione di Gasparri su Amato, dall’articolo si legge letteralmente che “è un uomo sopravvalutato, un bluff totale. Amato, insieme a Giovanni Brusca andrebbe studiato all’università per imparare cosa non fare da grandi”, ammetto di non avere grande stima di Amato ma, santo cielo, paragonarlo ad un uomo che fece sciogliere nell’acido un bambino… Gasparri ha ormai perso quel poco di decoro che aveva, chissà cosa avrà pensato Fini -unico vero politico della sua coalizione- quando ha letto l’articolo de Il Tempo, in cui Gasparri commentava l’elezione da parte di Alemmanno di Amato a presidente della commissione Roma Capitale, dal titolo “Gianni ha sbagliato, Amato è come Brusca”.
Senza contare che probabilmente almeno un terzo degli italiani preferirebbe di gran lunga che la propria prole da grande diventasse come Amato piuttosto chè come Gasparri…
Insomma uno scivolone orribile che denota e sottolinea ancora una volta come un certo tipo di destra utilizzi l’insulto come mezzo di comunicazione, un po’ come fosse a una fiera di paese e usa la mafia, con i suoi esponendi di spicco, come paragone al politico, magistrato o giornalista di turno.
Insomma, la nostra politica si sta degradando ogni giiorno di più, nei fatti, nelle intenzioni e nelle parole.
Anche se non sembra non sto dormendo sugli allori gustosamente come il micio qui sopra. Disinformati pullula di vita, se non ci avete fatto caso vi faccio notare i piccoli-grandi cambiamenti dal mio ritorno ad oggi! Allora, innanzitutto ho inserito il bannerino in alto a destra che fa molto stile, poi ho messo il counter dello spam bloccato -maledetti spammatori malefici!-,ho rimodernato e reso “dinamica” la pagina delle letture, attivata la newsletter -a proposito, non sono sicura che funzioni bene, fatemi sapere se l’avete ricevuta!- ed infine aggiunto un fantastico -a mio avviso- plugin che permette il login direttamente dalla pagina principale.
So che avreste preferito un articolo violento contro lo psiconano ma le vacanze mi hanno raddolcita, ancora qualche giorno e tornerò cinica e incazzata, pronta quindi per riprendere il blogging violento! ;-P