Disinformati!

libertà di parola!

Il dovere e la coerenza

Martedì
Lug 1,2008

E’ molto tempo che sto preparando questo articolo, il soggetto è Marco Travaglio ma sto trovando molte difficolatà nella stesura. Innanzitutto mi risulta difficile essere obiettiva senza sembrare di parte, un pò perchè lo sono e poi perchè anche andando a cercare il pelo nell’uovo cosa si può contestargli? Di non brillare di simpatia? O di mancare di carisma? E’ un giornalista, non ci deve convincere a comprare un aspirapolvere! E’ il contenuto quello che conta!

Altro problema è che non ho mai scritto un articolo su una persona e sul suo operato quindi temo di scadere nella banalità.
Però alcune cose mi sono chiare su di lui e di questo vorrei parlare.
La coerenza ed il dovere. Nel suo lavoro si notano sempre queste due caratteristiche, sarebbe facile scambiare il dovere con l’accanimento ma bisogna saper discernere dalla concezione ormai accettata di giornalismo dai giornalisti veri. In un panorama in cui le notizie sono a servizio della politica la sua risulta sempre una voce fuori del coro. Una voce forte, diventatala a suon di articoli e libri che sempre di più hanno inciso nella consapevolezza e nella coscienza delle persone la conoscenza dei fatti “che non si dovrebbero raccontare”. A colpi di fatti scardina le menzogne che ci vogliono far bere senza mai suggerire il pensiero ma sempre il ragionamento.
Ha il merito di spiegare alle masse i processi e le indagini, argomenti complessi ai più, che interessano coloro che ci governano.
C’è chi lo chiama comunista, chi giustizialista, altro non è che un uomo che fa il suo dovere con responsabilità, precisione e -perchè no- bravura. Del resto comunista non può esserlo, è sempre stato liberale di destra, quella destra elitarista morta e sepolta dalla nuova destra inciuciara e (auto)riformista. Giustizialista, dicevamo, ma come si può gridare al giustizialismo quando in un paese non si riesce nemmeno a garantire la certezza della pena?
Coerente nelle sue posizioni non si è fatto comprare da nessuno e per quanto faccia parte di una minoranza scomoda -quella dei giornalisti non in vendita- non ha subito aperta censura. E’ stato contestato, sempre indirettamente, da politici ed esponenti di ogni schieramento: per Cossiga è “uno sporco fascista”, per Farina “un falsario” mentre Bertinotti dice di lui “mi fa venire l’urticaria”.
Difficile dev’essere, in effetti, avercelo contro e non ho difficoltà a immaginarmi il perchè di tanto odio da parte dei politici, in questo bel panorama, del resto, è impossibile raccontare i fatti senza pestare i piedi a quacuno… come direbbero a Roma “il più pulito c’ha la rogna!”. Forse è questa la sua colpa? Raccontare “chi” e “come” sta rendendo l’Italia una valle marcescente di connivenze, mafie e soldi sporchi? Se fosse così è di certo colpevole, con l’aggravante di pretendere la verità e la traspaenza.
Se i berlusconismo ci sta insegnando che chi urla ha ragione allora Travaglio ha trovato il modo di farsi ascoltare, con forza gridando in faccia agli intoccabili che l’unica cosa importante sono i fatti. Ripagando la loro arrognaza con la stessa moneta ma arricchita del valore dela verità e della giustizia.

  • “Le vittime della censura non sono soltanto i personaggi imbavagliati per evitare che parlino. Sono anche, e soprattutto, milioni di cittadini che non possono più sentire la loro voce per evitare che sappiano.”
  • “Ho lavorato otto anni con Montanelli e credevo di essere di destra nel senso che la destra era Montanelli. Quando ho visto la destra all’opera ho deciso che non potevo essere di destra. Di sinistra non lo ero prima e non posso esserlo adesso visto che la sinistra ha spianato la strada a Berlusconi. Non sono più niente. In un paese normale voterei per i conservatori. Ma la destra di Montanelli era già minoritaria prima. Senza di lui è praticamente in estinzione.”
  • …Noi abbiamo delle responsabilità gravissime, in un sistema che premia coloro che si mettono al servizio dei politici. Anche nella scelta delle notizie, perché i giornalisti sbagliano magari, ma un senso di cos’è una notizia e cosa no ce l’hanno. È chiaro che se il clima politico, induce diciamo a un rapporto di distensione tra l’opposizione e la nuova maggioranza, Schifani ha avuto delle amicizie con dei mafiosi… Io non scrivo che Schifani ha avuto delle amicizie con dei mafiosi perché non lo vuole né la destra né la sinistra, e io che c’entro con la destra e con la sinistra? Loro prendano le posizioni politiche che vogliono, ma io devo fare il giornalista. Io devo raccontarlo, l’ha raccontato Lirio Abbate nel libro che ha scritto con Gomez, e viene celebrato giustamente come un giornalista eroico minacciato dalla mafia. Allora, o hanno il coraggio di dire che Lirio Abbate è un mascalzone, un mentitore, oppure hanno il coraggio di prendere nota di quello che scrive della seconda carica dello Stato, e chiedere semplicemente alla seconda carica dello Stato di spiegare quei rapporti con quei signori che sono stati poi condannati per mafia; invece noi, purtroppo, andiamo a rimorchio del clima politico. Se ci fosse scontro qualcuno dice: vabbè, alla sinistra fa comodo lo scrivo. Oggi che nemmeno la sinistra vuole sentir parlare di certe cose, non ne parla più nessuno: è un dramma.

 

Passaparola

Domenica
Mag 18,2008

Anche Disinformati partecipa all’iniziativa del blog di Beppe Grillo. Ogni settimana dal link Passaparola (in alto a destra o nel menu di navigazione) potrete vedere live l’intervento di Marco Travaglio.

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Il blog ha una nuova voce. Marco Travaglio parlerà in diretta streaming ogni settimana il lunedì alle ore 14. Chiunque potrà trasmetterlo in diretta dal suo blog seguendo le istruzioni. Uno, mille, diecimila blog per una libera informazione. Passaparola.

Mille fragole fanno una marmellata. Ripeto: mille fragole fanno una marmellata.

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AGGIORNAMENTO: Qui troverete anche l’archivio delle puntate

Venerdì
Mag 16,2008

paolo-borsellino.jpg«L’equivoco su cui spesso si gioca è questo: quel politico era vicino ad un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con le organizzazioni mafiose, però la magistratura non lo ha condannato quindi quel politico è un uomo onesto. E no, questo discorso non va perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale, può dire, beh, ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria che mi consente di dire quest’uomo è mafioso. Però siccome dalle indagini sono emersi altri fatti del genere altri organi, altri poteri, cioè i politici, …dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica…».

Ecco, sulla vicenda Travaglio, visto che lo stesso D’Avanzo ha ammesso di aver detto una cazzata accusando uno dei pochi giornalisti rimasti liberi in Italia, la mia opinione è esattamente riassunta nelle parole di Paolo Borsellino, che spero nessuno voglia dimenticare per l’apporto enorme che ha dato nella lotta alla mafia, che lui stesso ha pagato con la vita.

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