
Grazie ai faraonici stipendi che i nostri politici percepiscono a fine mese possono permettersi mete vacanziere sicuramente migliori dei buoni vecchi low-cost che l’italiano medio, fortunato, utilizza per le proprie ferie. Chissà in quale paradiso tropicale avrà passato le vacanze estive Maurizio Gasparri, di sicuro c’era molto sole e faceva caldo perchè per fare certe affermazioni bisogna come minimo aver preso un colpo di sole.
Leggo stamattina dal sito del Corriere un’affermazione di Gasparri su Amato, dall’articolo si legge letteralmente che “è un uomo sopravvalutato, un bluff totale. Amato, insieme a Giovanni Brusca andrebbe studiato all’università per imparare cosa non fare da grandi”, ammetto di non avere grande stima di Amato ma, santo cielo, paragonarlo ad un uomo che fece sciogliere nell’acido un bambino… Gasparri ha ormai perso quel poco di decoro che aveva, chissà cosa avrà pensato Fini -unico vero politico della sua coalizione- quando ha letto l’articolo de Il Tempo, in cui Gasparri commentava l’elezione da parte di Alemmanno di Amato a presidente della commissione Roma Capitale, dal titolo “Gianni ha sbagliato, Amato è come Brusca”.
Senza contare che probabilmente almeno un terzo degli italiani preferirebbe di gran lunga che la propria prole da grande diventasse come Amato piuttosto chè come Gasparri…
Insomma uno scivolone orribile che denota e sottolinea ancora una volta come un certo tipo di destra utilizzi l’insulto come mezzo di comunicazione, un po’ come fosse a una fiera di paese e usa la mafia, con i suoi esponendi di spicco, come paragone al politico, magistrato o giornalista di turno.
Insomma, la nostra politica si sta degradando ogni giiorno di più, nei fatti, nelle intenzioni e nelle parole.
09 Luglio 2008, Silvio Berlusconi sulla manifestazione di Piazza Navona: “Della spazzatura mi occupo a Napoli. Nessun altro commento, vorrei rimanere sul G8″.
18 Luglio 2008, Maurizio Gasparri: “La cloaca del Csm correntizzato, partitizzato e parcellizzato è uno scandalo che offende gli italiani”.
20 Luglio 2008, Umberto Bossi con il dito medio alzato: “Non dobbiamo più essere schiavi di Roma. L’Inno dice che ‘l’Italia è schiava di Roma…’, toh! dico io”.
Queste ultime frasi forti dette dai rappresentanti del governo non hanno sollevato nessuno scandalo. Dopotutto non c’era da aspettarsi granché, anche le leggi ad personam in via di approvazione hanno suscitato l’approvazione o il disinteresse della maggioranza degli elettori. Uno dei motivi potrebbe essere che l’informazione è parzialmente controllata dalla politica, si veda cos’è successo per le dichiarazioni di Beppe Grillo e di Sabina Guzzanti lo scorso 8 Luglio. Eppure le dichiarazioni di un politico non possono essere confrontate con quelle di un comico che fa satira, sarebbe come confrontare le affermazioni di un professore di fronte ai propri alunni con quelle di un bidello (senza offesa per i bidelli), il ruolo non è lo stesso! La satira non può avere regole da rispettare, ma la politica sì. Ma perché vengono usati due pesi e due misure nel giudicare i politici e gli uomini di spettacolo in base al loro schieramento? Perché i cittadini italiani non si svegliano dal torpore e non cercano altre vie di informazione oltre alla televisione e ai giornali politicamente schierati? Perché chiunque è in dissenso con il governo è chiamato comunista? Perché chi accusa di corruzione, cattiva gestione e poltronismo (ndr. inteso come attaccamento alle cariche - poltrone) la politica italiana è accusato di fare antipolitica?
P.S.: 20 Luglio 2008, Umberto Bossi: “Dobbiamo lottare contro questo stato fascista. E’ arrivato il momento, fratelli, di farla finita”.