Disinformati!

libertà di parola!

Lunedì
Set 15,2008

Come avrete certamente letto da Voglioscendere, nei giorni scorsi è stata ripresa la polemica fra Travaglio e D’Avanzo nata il maggio scorso a seguito dell’intervento di Travaglio a Che Tempo Che Fa, con quel cagasotto di Fabio Fazio, nel quale Marco si interrogava su Schifani e sulle sue conoscenze con boss del sud incriminati per mafia. Se ben vi ricordate, all’epoca, D’Avanzo eruppe su Repubblica con un articolo nel quale, fondamentalmente, accusava Travaglio di essersi fatto pagare le vacanze da un pregiudicato per favoreggiamento.

Ultimamente Travaglio ha risposto, prove in mano, a tono all’accusa sterile del collega il quale, di tutta risposta, ha chiarito che le prove che desiderava non erano quelle relative alle vacanze del 2002 ma bensì di quelle del 2003. Travaglio ha risposto che avrebbe provveduto a fornire anche quelle.

Fossi stata io al posto di Travaglio, probabilmente gli lasciavo un rutto nella segreteria telefonica, seguito da un paio di chiarimenti sul concetto di “pubblico interesse”.

Questo caso è emblematico perchè con una polemica sterile e improduttiva si è distolta l’attenzione dall’oggetto del contendere, ovvero i presunti rapporti della seconda carica dello stato con soggetti mafiosi. D’Avanzo è riuscito nel suo intento di trasformare in ripicca personale una questione di interesse nazionale.
In questo caso forse Travaglio ha sbagliato a cadere nella trappola, doveva forse accanirsi ancor di più con l’oggetto del suo intervento da Fazio invece che becchettarsi con un provocatore.
Capisco, però, la necessità di Marco di volersi difendere da accuse che ha dimostrato essere infondate ma ciò che contesto è il fomentare di questa polemica.

Senza contare che, anche le accuse di Giuseppe fossero state fondate, Travaglio non è un uomo di stato che ha giurato fedeltà alla Repubblica Italiana e che prende soldi dallo stato stesso per difendere la legge, la Repubblica Italiana e la Costituzione… se vi sembra poco!

Insomma Travaglio ha indicato la Luna, D’Avanzo ha guardato il dito tanto intensamente da far pensare all’altro che forse era più interessante della Luna.

Marchino torna in te, ricomincia a prendere di tacco queste cazzate e azzanna gli stronzi come fai al solito!

Un colpo di sole?

Mercoledì
Ago 27,2008

gasparri

Grazie ai faraonici stipendi che i nostri politici percepiscono a fine mese possono permettersi mete vacanziere sicuramente migliori dei buoni vecchi low-cost che l’italiano medio, fortunato, utilizza per le proprie ferie. Chissà in quale paradiso tropicale avrà passato le vacanze estive Maurizio Gasparri, di sicuro c’era molto sole e faceva caldo perchè per fare certe affermazioni bisogna come minimo aver preso un colpo di sole.
Leggo stamattina dal sito del Corriere un’affermazione di Gasparri su Amato, dall’articolo si legge letteralmente che “è un uomo sopravvalutato, un bluff totale. Amato, insieme a Giovanni Brusca andrebbe studiato all’università per imparare cosa non fare da grandi”, ammetto di non avere grande stima di Amato ma, santo cielo, paragonarlo ad un uomo che fece sciogliere nell’acido un bambino… Gasparri ha ormai perso quel poco di decoro che aveva, chissà cosa avrà pensato Fini -unico vero politico della sua coalizione- quando ha letto l’articolo de Il Tempo, in cui Gasparri commentava l’elezione da parte di Alemmanno di Amato a presidente della commissione Roma Capitale, dal titolo “Gianni ha sbagliato, Amato è come Brusca”.
Senza contare che probabilmente almeno un terzo degli italiani preferirebbe di gran lunga che la propria prole da grande diventasse come Amato piuttosto chè come Gasparri…
Insomma uno scivolone orribile che denota e sottolinea ancora una volta come un certo tipo di destra utilizzi l’insulto come mezzo di comunicazione, un po’ come fosse a una fiera di paese e usa la mafia, con i suoi esponendi di spicco, come paragone al politico, magistrato o giornalista di turno.
Insomma, la nostra politica si sta degradando ogni giiorno di più, nei fatti, nelle intenzioni e nelle parole.

Padre Pino Puglisi

Giovedì
Giu 19,2008

puglisi.jpg15 settembre 1937 - 15 settembre 1993

1)L’Amore nasce dal bisogno inconscio di rompere la solitudine
2)L’Amore non è solo esigenza di essere amati, protetti, difesi
3)Amore è donarsi (non voglio regali, voglio te)
4)Amore è premura, responsabilità, rispetto, conoscenza
5)Amore è rivolto alla persona
6)Amore non è infatuazione momentanea
7)Amore non è robotizzarsi
8)Amore conduce all’unione sessuale
9)Amore è pazienza, disciplina, fiducia, coraggio
10)Amore è apertura esistenziale alla trascendenza

Padre Giuseppe Puglisi soprannominato 3P è stato ucciso dalla mafia il giorno del suo 56° compleanno, mentre era parroco a San Gaetano, nel quartiere Brancaccio di Palermo.

Dichiara il suo assassino, Salvatore Grigoli, che nel momento in cui  lo sta per uccidere il prete sorride e dice “Me l’aspettavo”. Infatti c’erano già stati segnali di tensione, intimidazioni, incendi alle porte di casa di tre volontari, minacce e il pestaggio di un ragazzo. Continua Grigoli: “Lui aveva capito certamente da dove arrivava il messaggio. Noi facevamo questi attentati per allontanare da Brancaccio don Pino e la gente che lo appoggiava.” A conferma di questo, pochi giorni prima della morte 3P dice ai suoi amici: “D’ora in poi evitate di venirmi a trovare di sera a casa.”

Un personaggio scomodo per la mafia, tante le sue iniziative per aiutare i giovani, la gente, i detenuti e i loro parenti, i tossicodipendenti e i pregiudicati. Negli ultimi mesi inaugura il centro Padre Nostro, un punto di riferimento per i bambini, le famiglie, gli anziani del quartiere; si oppone alla organizzazione della festa del patrono controllata da comitati che la usavano come trampolino di lancio per ostentare il loro potere e i loro traffici; il 21 maggio 1993 organizza una marcia silenziosa in ricordo di Giovanni Falcone nel primo anniversario della Strage di Capaci.

Dopo i primi attentati ad alcuni volontari, invita dall’altare la comunità ad essere vicina a queste persone, si rivolge con parole dure ai mafiosi: “Dio ha detto: non uccidere! L’uomo, qualsiasi agglomerazione umana o la mafia, non può calpestare questo diritto santissimo di Dio. Nel nome di questo Cristo crocifisso e risorto, di questo Cristo che è vita, lo dico ai responsabili, lo dico ai responsabili: convertitevi! Per l’amore di Dio! Mafiosi convertitevi! Un giorno verrà il giudizio di Dio e dovrete rendere conto delle vostre malefatte”, ma non manca di tentare un dialogo: “Mi rivolgo anche ai protagonisti delle intimidazioni che ci hanno bersagliato. Parliamone, spieghiamoci, vorrei conoscervi e conoscere i motivi che vi spingono ad ostacolare chi tenta di educare i vostri figli al rispetto reciproco, ai valori della cultura e della convivenza civile.”

Si rifiuta però di denunciare le minacce e di farsi trasferire o mettere sotto scorta, consapevole del fatto che un prete come lui deve stare in mezzo alla gente, nella loro medesima condizione e spinto dalla volontà di non mettere a repentaglio la vita di nessun altro eccetto la propria.

La sua è una vita di sacrifici dedicata agli altri, una vita che ha trasformato e salvato molte altre vite, una vita fatta d’amore.

(foto tratta da www.angelfire.com)

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