Il Cainano e la sua banda di impuniti ci riprovano. Rete 4, condannata per l’ennesima volta dall’Unione Europea a liberare gli spazi occupati abusivamente, sta per godere di una norma nuova nuova che aggirerebbe di fatto la sentenza europea.
Prevedibile.
Infatti non mi stupisco del basso tentativo per salvare la baracca (in tutti i sensi), mi stupisco della timida ma ferma reazione del pd, la Melandri, iministro ombra delle comunicazioni, si è esposta affermando che «Si tratta di una forzatura inaccettabile. Ribadisco che è un pessimo inizio da parte del governo proprio su un tema politicamente sensibile come quello delle comunicazioni. Noi siamo disponibili a un dialogo, ma questo inizio mette in discussione il confronto e il dialogo stesso, perché evidenzia la priorità agli interessi parziali».
Non c’è male per una forza politica che in campagna elettorale non ha nemmeno nominato l’avversario ma non è abbastanza. Come sempre gli unici che davvero si fanno sentire sono gli esponenti dell’idv, Di Pietro in testa (sono sempre più soddisfatta di averlo votato) che ha rimproverato Silviuccio dicendo che «Berlusconi perde il pelo ma non il vizio: visto che c’è un provvedimento che danneggia una sua azienda, lui si fa fare una legge per la sua azienda. (…) La morale della favola è semplice come l’avviso che voglio dare al Pd: bon ton e dialogo quanto volete, ma lui è il lupo e voi gli agnelli. E noi dell’Italia dei valori non saremo mai agnelli e denunceremo questo raggiro che si vuole mettere in piedi in Parlamento»
Che poi, parliamoci chiaro, cosa ci sarebbe da salvare di Rete 4? Silvio dacci una motivazione! Da vent’anni danno le stesse repliche di Walker Texas Ranger, puntate infinite e falsissime di Forum (non se ne può verametne più), Stranamore che è diventato uno dei programmi meno seguiti d’Italia (dopo Mezzogiorno In Famiglia) e il TG4 ha eliminato da anni le notizie per sostituirle ad esercizi di lingua ed opinioni personali di Emilio Fede (peraltr, Emilio, non ce ne frega niente delle tue opinioni!).
Rete 4 è un canale morto e stramorto, seguito da anziani dello stesso tipo, senza offesa, che fortunatamente non ci sentono bene e si risparmiano le infinite puttanate trasmesse non stop. Ci sono anche i telefilm austriaci, tedeschi e francesi notoriamente di altissimo livello… chissà come mai scartati anche dalle piccoe televisioni private…
Ah dimenticavo le telenovelas! Passate di moda almeno 10′anni fa campeggiano nella mattina di Rete4 da 30′anni, Sentieri, Febbre d’Amore, Vivere e Tempesta d’Amore… 3 volte il giorno però, perchè evidentemente sarà seguitissimo ed avvincente.
Guardate i telecomandi di casa vostra, guardateli un attimo, qual’è il tasto meno consumato? La risposta non serve…
Perchè il nostro paese, quindi noi, dovrebbe pagare una multa di 300.000€ il giorno da giugno 2006 ad libitum?
Insomma, chi ha bisogno di Rete4? Io no, e voi?
Da un suggerimento di doc63 e dopo una breve fase organizzativa, sono lieto di dare inizio a questa rubrica! Di volta in volta analizzeremo due candidati di partiti diversi mettendone in luce quelli che secondo noi sono gli aspetti più importanti. Piano piano creeremo una sorta di dossier che speriamo possa essere daiuto, in questo bailame politico, al momento del voto. Non abbiamo la pretesa di essere esaustivi o professionali ma semplicemente tenteremo, fatti alla mano, di fare due più due per vedere quale sarà il risultato.
Siamo ben consci che con lattuale legge elettorale la preferenza va al partito e non alluomo, ma i candidati che abbiamo scelto in questa piccola selezione sono i leader di partito quindi quelli che molto probabilmente finiremo per eleggere e poi
la nostra piccola e scalcinata redazione pensa che il voto dovremmo darlo sempre ad una persona e al suo programma e non al simbolo che si appunta sulla giacca, troppo idealisti? Un’ultima cosa, noi cercheremo di essere precisi, ma voi correggeteci in caso di imprecisioni, errori o omissioni.
In questo primo post si analizzeranno due candidati di partiti minori, Antonio di Pietro e Francesco Storace.
Antonio Di Pietro (Italia dei Valori)
Antonio Di Pietro (wikipedia, blog) ex-magistrato (ha fatto parte del pool di Mani Pulite) è entrato in politica nel 1996 e nel 1998 ha fondato l’Italia dei Valori. In questa legislatura è stato Ministro delle Infrastrutture, di lui possiamo ricordare che è stato uno dei pochi ad opporsi alla legge sull’indulto (chiese di escludere i reati finanziari, ma a differenza della lega nord era favorevole alla legge come mezzo per svuotare le carceri), si oppose alla legge sulle intercettazioni, ed ha sciolto la società che si doveva occupare della realizzazione del ponte sullo stretto (vedi wikipedia). L’Italia dei Valori (wikipedia, sito ufficiale) ha come principale obiettivo quello di cercare e raccogliere le istanze della società italiana riguardanti la questione morale, per una idea della politica e dell’amministrazione pubblica maggiormente ispirata alla trasparenza e all’onestà dei suoi componenti. Il partito porta avanti varie iniziative fra cui Per la salute dei cittadini e Vera Informazione.
Caratteristiche principali del politico:
(foto tratta da www.antoniodipietro.com)
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