Chi non conoscesse la polemica su Cuffaro sorta ad AnnoZero tra la Bonino e Travaglio sappia che sto parlando di questo litigio. Quella sera il tema era la condanna di Cuffaro a 5 anni, le conseguenze di quella condanna e i motivi della stessa. Quando Santoro ha dato la parola a Travaglio per il suo solito monologo si è scatenata la guerra in studio: La Bonino e Vietti hanno letteralmente impedito a Travaglio di condurre il suo discorso interrompendolo continuamente con irruenza ed accusando lui e tutta la trasmissione di voler fare un processo mediatico senza contraddittorio. Cosa c’è di sbagliato in questo? Innanzitutto il modo. Essere invitati ad un dibattito televisivo da modo all’ospite di esprimere il proprio punto di vista nei modi e nei tempi migliori così che il pubblico possa capire il suo punto di vista; il parlarsi addosso, urlare ed insultarsi è esattamente l’opposto di una comunicazione democratica e chiara.
Seconda cosa, i fatti. Quello che la Bonino probabilmente non sapeva è che Cuffaro era stato invitato in trasmissione ma ha dapprima rifiutato, poi (troppo tardi), richiesto di rimandare la trasmissione per potervi partecipare.
Infine la libertà. Un gionalista ha il DOVERE di dire quello che vuole! E’ il suo ruolo, il suo lavoro e la sua prima responsabilità e nello specifico, Travaglio, si occupa di cronaca giudiziaria, argomento ostico, ma che lascia ben poco spazio all’immaginazione, gli atti di un processo non sono “interpretabili” quindi non capisco, in quest’ambito, perchè ci sarebbe dovuto essere un contraddittorio!
Quello che più sconcerta è la non-chalance con cui si accusano rumorosamente i giornalisti ancora liberi in questo paese!
Per fare un pò d’indormazione anzi, di Disinformazione riporto gli ultimi “atti” di questa piccola faida mediatica, la risposta della bonino a Travaglio e la successiva risposta di quest’ultimo. Tutto questo mteriale potrete trovarlo all’indirizzo originale
Il portavoce di Emma Bonino sulla puntata di AnnoZero di giovedì scorso (all’Unità)
Caro Direttore,
non si capisce perché Marco Travaglio si assuma l’onere di raccontarci lo svolgimento dell’ultima puntata di AnnoZero come se i telespettatori non avessero occhi per vedere né orecchie per sentire (“Totò e le cozze”, 3 febbraio). Scrive Travaglio: «Poi parlano i tre politici ospiti, tutti favorevoli a Cuffaro: sia Vietti e Alemanno del centrodestra, sia Emma Bonino dell’Unione, che lamenta l’assenza di Cuffaro come se fosse colpa di Santoro. Vietti e Bonino s’incaricano d’interrompere e coprire con la loro voce chiunque dica cose sgradite a Cuffaro». Evidentemente Travaglio era così preso da se stesso da non prestare minimamente attenzione alla posizione espressa dal ministro. Emma Bonino ha effettivamente lamentato l’assenza di Cuffaro visto che si metteva mano alle carte processuali, segnalando en passant il fatto allarmante che in televisione ci siano sempre meno contraddittori e sempre più monologhi. Ma ha anche espresso in modo estremamente chiaro il suo giudizio sul piano della responsabilità politica - l’unico piano che le competesse in quanto esponente politico e di governo ovvero che il comportamento di Cuffaro fosse riprovevole e, pertanto, doverosamente oggetto di un procedimento governativo di (accertamento della) sospensione. Fine della trasmissione. Nessun favore a Cuffaro, né alla sua parte politica che, come ha sottolineato Emma Bonino, si assume l’onere di sostenerlo e, eventualmente, di candidarlo. Non a caso ha citato l’esempio della Francia, dove due politici del calibro di Alain Juppé e Dominique Strauss-Kahn si dimisero dai loro incarichi a seguito di un procedimento giudiziario e, una volta prosciolti, tornarono sulla scena politica. Non si capisce quindi perché Travaglio debba ricamarci sopra fino a suggerire, sfiorando il ridicolo, che la Bonino stia addirittura dall’altra parte della barricata.
Filippo di Robilant
Portavoce del ministro del Commercio internazionale e per le politiche europee
Risposta di Marco Travaglio
Mi assumo l’onere di raccontare quel che voglio perché, fino a prova contraria, sono libero di fare come mi pare senza il permesso del governo. Nella fattispecie, ho raccontato quel che è accaduto nell’ultimo AnnoZero perché non tutti l’hanno visto, e non tutti quelli che l’hanno visto sanno che cos’era accaduto prima: e cioè che, diversamente da quel che ha detto il ministro Bonino in trasmissione e ripete ora il suo portavoce, non c’è stato alcun “monologo”. Salvatore Cuffaro era stato regolarmente invitato in studio, aveva rifiutato di partecipare, poi aveva diffidato Santoro dal trasmettere il documentario La mafia è bianca, poi alla vigilia della messa in onda aveva cambiato di nuovo idea, chiedendo in extremis di spostare la trasmissione ad altra data (cosa ormai impossibile, essendo la vigilia) perché trattenuto da un “impegno inderogabile”: una cena a base di cozze e sarde al beccafico con gli ex compagni di liceo. Il ministro Bonino ha potuto esprimere più volte il suo pensiero senza essere interrotta e disturbata, mentre il sottoscritto è stato continuamente interrotto dall’on. Vietti e dal ministro Bonino, che ha addirittura minacciato in diretta di lasciare lo studio di AnnoZero se avessi continuato a raccontare i fatti oggetto del processo che ha portato alla condanna di Cuffaro.
Sia detto una volta per tutte: io metto mano a tutte le carte processuali che voglio senza aver bisogno del permesso del ministro Bonino o di altri politici. Perché faccio il cronista giudiziario e, diversamente dai politici che spesso parlano di cose che non conoscono, sono abituato a documentarmi prima di parlare.
Ogni giorno la stampa di tutto il mondo racconta i processi che si celebrano nei tribunali senza alcun «contraddittorio»: semplicemente elencando i fatti, dopo aver verificato che siano veri. Il «contraddittorio» riguarda le tribune politiche, non l’informazione. Non ho mai sentito proteste quando giornali, tv, film e fiction raccontano l’arresto di Provenzano o di Riina, in assenza di Provenzano e di Riina. A meno che non mi si venga a dire che Provenzano e Riina non hanno diritto al contraddittorio perché sono imputati di serie B. Nel qual caso, sono costretto a ricordare che, in base alla Costituzione ancora vigente, «tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge».
Marco Travaglio
Riflessione finale - Ho 24 anni e come idolo dovrei avere una qualche sorta di eroe del nostro tempo, che sò, Gandhi, Mandela, Che Guevara… invece uno dei miei eroi è un giornalista che rimane libero in un paese di collusi, un uomo col quale probabilmente non condivido nemmeno gli ideali politici ma che fra gli altri (ed insieme a pochi altri) spicca per rigore morale ed amore per la verità. Ogniuno è figlio del proprio tempo…
Quando la giustizia funziona si vede e da questo punto di vista il 2008 inizia proprio bene! Ho parlato di Cuffaro già il 20 Marzo 2007 in questo post dove si annunciava la riapertura di un indagine a carico del pluridecorato Salvatore Cuffaro.
L’indagine ha dato i suoi frutti ed il puzzone è stato condannato a 5 anni per favoreggiamento e rivelazione di segreto d’ufficio, ovviamente la condanna non è definitiva essendo il frutto del primo appello ma tanto basta, spero solo che per una volta giustizia sia fatta.
Ad ogni modo pare che Cuffaro non navigherà in buone acque, l’Unione vuole la sua testa su un piatto d’argento, il procuratore antimafia, Piero Grasso, afferma che abbia “favorito personaggi di Cosa Nostra”, il che è vero ma avendo un buon avvocato, Cuffaro, è riuscito ad evitare questo tipo di condanna perchè tecnicamente non ha favorito Cosa Nostra ma alcune persone che “casualmente” ne fanno parte. Al canto suo la CdL difende il truffaldino ma sembra più per forma che per sincero sentimento d’appoggio, un pò come dire ti difendo perchè sei mio amico ma stavolta l’hai fatta fuori del vaso… non lo conoscevate questo detto, eh?! dite la verità!
Insomma Cuffaro, con la sua spavalderia e quell’aria da simpaticone ci ricorda molto il sindaco Quimby… a buon intenditor…
(immagine presa da www.wildside.it)