L’etanolo, uno dei carburanti alternativi più utilizzato (non in Italia…), si può ottenere da molti vegetali, ma ha il difetto che necessità, a differenza del biodiesel, di motori modificati (non sono più costosi dei motori normali, ma sono poco diffusi). Chi possiede un’auto a benzina però non deve disperare: recentemente è stato trovato il modo di produrre la biobenzina. Gli studiosi dell’Università Massachussets-Ahmerst hanno scoperto come ottenere i componenti della benzina fino adesso non sintetizzabili, il toulene e il naftalene (la benzina è composta principalmente da idrocarburi: paraffine, nafte, olefine e composti aromatici; fra i composti aromatici compare proprio il toulene e fra le nafte il naftalene). Il processo ha soltanto bisogno di cellulosa, di un catalizzatore e di un rapido cambio di temperatura. Si può così ottenere benzina da qualsiasi pianta. Inoltre, a differenza del bioetanolo, la produzione della biobenzina non dovrebbe, se prodotta da piante non commestibili, influire negativamente sul prezzo degli alimenti.
La varietà dei carburanti e dei metodi per ottenerli insieme all’utilizzo di veicolo ad alta efficienza come le automobili ibride è la strada migliore per il risparmio di noi cittadini sui trasporti personali e pubblici. Speriamo che per una vera e propria liberalizzazione del mercato dei carburanti non si debba aspettare troppo. Non credo si possa riporre molta fiducia nei nostri governi, ma forse possiamo confidare nell’Unione Europea.
(immagine tratta da www.greentechnolog.com)
Termovalorizzatore è il nome utilizzato per identificare quella tipologia di inceneritore che produce energia elettrica o scalda acqua per impianti di riscaldamento.
Questi impianti, come tutti gli inceneritori, sono affetti da un grosso difetto: i rifiuti, per quanto selezionati e trattati, sono un cattivo combustibile e con la combustione producono grosse quantità di ceneri, scorie tossiche e sostanze inquinanti (NOTA: i principali motivi per cui i rifiuti sono cattivi combustibili è che sono solidi e non hanno una giusta composizione, infatti i migliori combustibili sono quelli liquidi e gassosi).
Le ceneri e le scorie devono essere raccolte e portate in apposite discariche (non vanno bene le normali discariche perché si tratta di sostanze tossiche).
Le sostanze contenute nei fumi, diossine, NOx, metalli pesanti e nanopolveri, sono inquinanti, ed alcune, tossiche e cancerogene. Esistono nei moderni impianti sistemi per abbatere alcuni inquinanti, ed anche se non riescono ad eliminarli del tutto dimunuiscono le loro concentrazioni nei fumi.
Le nanopolveri al di sotto dei 10 nanometri, come i PM 2,5, ad oggi, purtroppo, non possono essere eliminate. Queste nanopolveri, secondo recenti studi, sono dannose per la salute umana.
Le diossine prodotte dai termovalorizzatori sono sostanze tossiche e cancerogene e sono soggette ad una normativa specifica: il limite è di 0,1 nanogrammi per metro cubo di fumi. Per mantenersi al di sotto di questo limite i fumi devono uscire dagli impianti ad alte temperature (>850°C): si devono selezionare solo i rifiuti dal maggior potere calorifico o aumentare la temperatura di combustione utilizzando anche gas metano (queste tecniche rendono meno redittizio l’incenerimento). Il suddetto limite non tiene conto della quantità di fumi prodotti: se l’impianto è molto grande produce molti metri cubi di fumi al giorno e quindi, nonostante la piccola concentrazione nei fumi, molta diossina. Non va trascurato il fatto che in alcuni casi i controlli hanno rivelato impianti che rilasciavano nell’aria concentrazioni di diossine molto superiori al limite previsto, come ad esempio a Montale.
Speriamo che i nostri politici adottino soluzioni alternative il prima possibile e che nel frattempo si attivino per aumentare i controlli sugli impianti esistenti.
Dal 1 Gennaio 2009 tutte le automobili vendute in California dovranno riportare l’etichetta della prestazione ambientale (Environmental Performance label). Questa etichetta permetterà facilmente ai cittadini di conoscere l’impatto ambientale dell’automobile che vorrebbero comprare.
L’etichetta riporterà due punteggi:
Qualunque automobile, inoltre, per essere venduta dovrà ottenere almeno un punteggio di 5 in entrambe le scale.
Mi sembra un ottima iniziativa, speriamo si diffonda presto in tutti gli Stati Uniti, in Europa e nel resto del mondo.