berlusconi-12bis.jpgChe pazienza deve avere il signor Di Stefano… ad attendere dal 1994 ad oggi ci si potrebbe pure un pò annoiare! …un pò come noi a guardare l’inutile Rete 4, ma lui no! E’ deciso a vincere questa battaglia e spero proprio che ce la farà! Anche perchè carte, sentenze e leggi in proposito sono tutte dalla sua parte… già ma non bastano contro la volontà di lasciare quelle benedette frequenze nelle mani del nano e del suo compare!

Gli albori: un susseguirsi di illeciti
Venne il 1984 e mentre il mondo pensava a pettinarsi in modo imbarazzante, Fininvest acquista Rete 4 da Mondadori. Un buon connubio visto che, già proprietario di Canale 5, nell’83 aveva acquistato Italia 1 e i profitti salivano. Silvio, però, non era ancora soddisfatto e nel 1991 compra Mondadori e da inizio all’epopea di cui stiamo parlando perchè con questo acquisto riesce in un colpo solo ad infrangere per ben due volte la stessa legge.
La legge di cui stiamo parlando è la 223 del 1990 (art.15) che vieta espressamente il possesso di più di due reti radiotelevisive da parte di un privato, tale divieto è esteso sopratutto agli editori ed ecco che in un attimo viene più volte violata la legge, oplà! A rafforzare la posizione di questa legge c’è una sentenza dell’88 che decreta l’illecito nella concentrazione della proprietà dei mezzi d’informazione. E’ evidente che la politica manageriale del piccolo Silvio è in netto contrasto con le regole di questo paese. A questo punto ci si aspetterebbe che Fininvest vendesse Rete 4, oggetto del contendere, per risolvere gli illeciti ed uscirne pulita ma preferisce far finta di niente, forse sperando che nessuno se ne accorgesse…

Entra in scena Europa 7
La questione è sulla bocca di tutti, sopratutto dopo il ‘93 con l’entrata in politica di Berlusconi e il crescente problema “par condicio”, ma fino al 1999 nessuna decisione in merito viene presa. Nel ‘99, appunto, viene aggiudicato il pubblico incanto per la concessione delle frequenze pubbliche a norma della legge 223/90 (11 totali, 3 RAI e 8 private), la gara viene vinta da Francesco Di Stefano con Europa 7. L’emittente avrebbe dovuto iniziare a trasmettere entro il 31 dicembre 1999 ed infatti si danno inizio ai lavori per mettere in regola l’emittente (assunzione di 700 dipendenti, 8 studios, numerosi programmi pronti a partire etc.) ma niente fa presagire che il passaggio di frequenze sarà facile infatti Emilio Fede continua ad apparire regolarmente nelle case degli italiani ben oltre il fantomatico 31.12.99 tanto chè un decreto ministeriale dello stesso anno, in contraddizione con l’esito della gara, permette la prosecuzione delle trasmissioni analogiche di Rete 4

Battaglia a suon di sentenze
Ma Di Stefano non ci sta e inizia la sua battaglia legale che ormai va avanti dal 2002. Tutti i ricorsi fatti da Europa 7 (TAR del Lazio, Consiglio di Stato, Corte Costituzionale) confermano il decreto del 1994 e di fatto rende illegale la prosecuzione delle trasmissioni di Rete 4 con termine ultimo al 31.12.2003 quando la rete sarebbe dovuta passare su satellite.
Un altro fattore incide su questa vicenda: nell’estate del 2003 la discussa legge Gasparri, introducendo il digitale terrestre (rivelatosi poi un flop, condannato anche dall’Unione Europea), conferma il decreto ministeriale che autorizzava Rete 4 a trasmettere in netto conflitto con le sentenze nel frattempo emanate e con la stessa legge del 1990 (mai abrogata).

Il tentativo di Ciampi
Il Presidente della Repubblica di allora, Carlo Azeglio Ciampi, rifiuta di approvare la legge Gasparri definita “incostituzionale” ma con un decreto di dicembre dello stesso anno il governo Berlusconi approva un decreto legge (detto “salva Rete 4″) che permette ancora una volta a Rete 4 di continuare le trasmissioni analogiche.

Questa è la situazione ad oggi: decreti, sentenze e leggi si contraddicono a vicenda e nessun organo politico vuole mettere mano a questo problema spinoso e chi ci rimette?
- Noi, ovviamente, che siamo costretti a subire un monopolio di fatto delle emittenti e peraltro siamo costretti a tenerci quell’incompetente di Emilio Fede e a considerarlo un giornalista.
- La credibilità del nostro paese e dei nostri politici
- Di Stefano e la sue Europa 7, sono certo i più danneggiati dalla situazione, oltre il danno la beffa visto che le carte che hanno in mano confermano la loro legittimità a trasmettere.

Un’altra pentola si è scoperchiata e come al solito ciò che c’è dentro puzza.

p.s. perchè ho scelto quell’immagine? perchè tentare di riequilibrare i sorrisi di Silvio contrapposti alle smorfie di Prodi che Emilio ci costringe a subire…basta con questo plagio psicologico!