A quasi 28′anni dalla distruzione un aereo civile con i suoi 81 passeggeri, forse una speranza si riapre nella ricerca dei responsabili della strage. Ieri, infatti, la procura di Roma ha riaperto l’inchiesta sulla strage di Ustica a fronte delle dichiarazione rese da Francesco Cossiga e Giuliano Amato in merito alle presunte responsabilità della Marina Militare Francese riguardo l’abbattimento dell’aereo mediante un missile a risonanza.
La nuova indagine, grazie anche ad una rogtoria con la Francia, mira a verificare le affermazioni dell’ex Presidente della Repubblica con il preciso scopo di far luce sulle eventuali responsabilità dei militari francesi e rendere finalmente giustizia, a vittime e familiari, che da 28 anni aspettano una risposta percisa in merito al “perchè” e al “chi” abbia agito quella sera.
Le dichiarazioni rilasciate lo scorso Febbraio da Cossiga parlano chiaro -furono i nostri servizi segreti che, quando io ero Presidente della Repubblica, informarono l’allora Sottosegretario Giuliano Amato e me che erano stati i francesi, con un aereo della Marina, a lanciare un missile non ad impatto, ma a risonanza. Se fosse stato ad impatto non ci sarebbe nulla dell’aereo-
Nessun dubbio quindi da parte dell’allora Presidente della Repubblica, del quale però non comprendiamo il perchè di una così tarda dichiarazione in merito ad uno degli eventi più tragici della storia di questo Paese.
Si spera che questi nuovi elementi bastino a non far dimenticare la strage di Ustica e possano servire a portare avanti ancora le indagini perchè di domande aperte e misteri legati a questo disastro ce ne sono parecchi e nessuno di loro deve rimanere irrisolto.
Perchè dal registro del radar militare di Marsala mancano proprio le pagine relative alla notte del 27 giugno dell’80?
Perchè la quasi totalità dei radar che avrebbero docuto vigilare sul cielo del Medierraneo quella notte erano spenti?
Perchè alcuni testimoni dei movimenti radar di quella notte sono morti -per suicidio o omicidio- prima di poter deporre al processo?
Perchè intorno a questa vicenda è stato costruito un muro di omertà, il cosiddetto muro di gomma?
Chi dobbiamo proteggere?
Dopo 28 anni pretendiamo di sapere la verità.
One Response for "Ustica: si riapre il caso"
La recente intervista rilasciata a Skai TG 24 dal senatore Cossiga è indecifrabile.
Egli ha per la prima volta ammesso di avere avuto tra il 1985 e il 1987 una precisa informazione dai nostri servizi segreti che riferisce alla Francia la responsabilità dell’abbattimento del DC9 Itavia.
Avendo poi il Senatore avallato la pista libico americana, devo ritenere che le sue dichiarazioni, più che sconsiderate, siano intenzionalmente preordinate a scompigliare le allarmanti emergenze del processo sui depistaggi.
E’ vero, i generali sono stati assolti.
Il problema, però, è che quando all’assoluzione definitiva si arriva gradualmente e per piccoli passi, la gente si insospettisce e pian piano finisce con lo scoprire gli altarini tra le righe degli atti del processo (si pensi al caso Andreotti).
Il sen. Cossiga, avendone intuito il rischio, cerca allora di rimediarvi e lo fa mescolando probabili verità (la responsabilità francese) con sicure bugie (la pista libico americana).
Sto da tempo cercando di punzecchiare i frequentatori di forum e blog in merito al dispositivo della sentenza emessa dalla Corte d’Assise d’Appello di Roma in data 15.12.2005 http://www.stragi80.it/documenti/processo/appello/motiviappello.pdf per evidenziarne il diverso contenuto con quello che è stato fatto conoscere ai giornalisti http://www.stragi80.it/documenti/processo/appello/dispositivo.pdf
Solo il primo contiene infatti l’ordine di cancellazione di una espressione offensiva della mia dignità per un presunto lapsus dell’avvocato Mario Scaloni (difensore del proprietario dell’Itavia), lapsus che, per quanto possibile, doveva essere tenuto nascosto ai giornalisti. Dietro tale offesa, ora all’esame del Tribunale civile di Roma, si nasconde un mistero che può chiarire tante cose sul Mig libico e su Ustica.
Enrico Brogneri http://www.studiolegalebrogneri.it
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