mellon-collie-and-the-infinite-sadness.jpgimagen-album-smashing-pumpkins-smashing-pumpkins-gish.jpgsmashingpumpkins-siamesedream.jpg

Credo che a questo punto scusarmi per il ritardo non abbia senso perché prenderei in giro i lettori di “disinformati!”.
Per cercare di farmi perdonare, però, voglio fare una tripla recensione di album che più che consigliati, sono per me fondamentali ed immancabili nella collezione delle persone della mia generazione, ovvero i quattordicenni di metà anni novanta ;-) .
I tre album in questione sono tre pietre miliari del rock targato anni novanta: Gish (1991), Siamese dream (1993), Mellon collie & the infinite sadness (1995). Pur essendo tra loro molto diversi e soprattutto non consecutivi, (tra siamese dream e mellon collie c’è in effetti un altro album,pisces iscariot) , questi tre lavori nel loro insieme rappresentano tutte le sfaccettature di questo gruppo di chicago, ed il punto di partenza per chi non li conosce.
Al di là di tutto quello che si potrebbe dire su Billy Corgan, sui suoi ultimi scivoloni discografici , ripresi solo parzialmente dal buono ma non eccelso “Zeitgeist”, sulla storia un po’ travagliata della band e sulle difficili personalità che la componevano (dei membri originali sono rimasti ad oggi solo Billy Corgan ed il batterista, Jimmy Chamberlin), questi tre album hanno, ognuno a suo modo segnato profondamente la storia del rock in un decennio molto travagliato, che vedeva protagonisti diversi cercare di lasciare un segno musicale forte, con risultati diversi.
Quando uscì “Gish”, pur essendo pubblicato prima (se pur di qualche mese) di lavori storici come “Ten” dei Pearl Jam, o “Nevermind” dei Nirvana (che erano però al loro secondo disco) , non ottenne la medesima reazione di questi ultimi, pur ricevendo risposte positive sia dal pubblico che dalla critica. Il titolo dell’album viene dal cognome di un’attrice del cinema muto, Lillian Gish. In un’intervista, Billy Corgan spiegava: “Mia nonna mi diceva che una delle cose più memorabili che fossero capitate nella sua vita era il giorno in cui Lillian Gish era passata in treno per il suo paesino, mia nonna viveva in mezzo al niente, questo spiega la specialità dell’evento.”[fonte: wikipedia] . Le canzoni rappresentano un’assoluta origialità, fondendo generi diversi quali grunge e hard rock, utilizzando testi piuttosto cupi e disillusi, cantati dalla particolarissima voce di Billy Corgan, vera anima del gruppo. In quest’album, assolutamente da segnalare, “Siva” , che ha una intro a dir poco spettacolare, “Rhinoceros”, un miscuglio di psichedelia distorta, e le bellissime “Tristessa” e “Bury Me”.
Il secondo lavoro della band, “Siamese dream”, esce due anni dopo, e, a causa di alcuni dissidi interni con il chitarrista James Iha e la Bassista D’Arcy, Corgan è costretto, dopo aver composto praticamente tutto, a suonare personalmente quasi per intero sia le parti di basso che quelle di tutte e due le chitarre. Il risultato è a dir poco sorprendente, un album diretto sì,come il precedente, ma che smussa un po’ gli angoli alla durezza per lasciare spazio ad una rassegnata malinconia: sii alternano così brani lenti e romantici, come la famosissima “disarm” o “Spaceboy”, dedicata al fratellastro di Corgan, ad altre molto potenti e rock , come la traccia d’apertura, “Cherub Rock”, od anche “Geek U.S.A.”, con una delle parti di batteria più belle in assoluto della band, ed un testo che esprimeva tutta l’essenza del pensiero delle zucche:
“Words can’t define what I feel inside
Who needs them?
Caught with this virus of my mind
I give in to my disease, of my needs
To my disease, of my needs “

Raramente si sentono album che scorrono così bene dall’inizio alla fine come “Siamese Dream”, che dopo milioni (i assicuro, milioni :-) ) di ascolti riesece sempre ad essere originale.

Nel 1995, invece dopo un album di intermezzo, “Pisces iscariot”, esce “Mellon Collie & the infinite sadness”: quest’opera lunga, contenente ben 28 tracce su doppio cd, è insieme complessa ed immediata,diretta e sofisticata, il disco del gruppo sicuramente più apprezzato dalla critica. I due cd che compongono il lavoro sono quasi in contrapposizione l’uno con l’altro, e si capisce subito anche solo dal fatto che il primo cd porta il titolo “dawn to dusk”, mentre il secondo “twilight to starlight”, e sono uno rosso ed uno blu: il primo contiene buona parte delle canzoni simbolo dei pumpkins, come “tonight tonight” , “zero” o “bullet with butterfly wings”, portando tematiche e suoni più energici che nel secondo cd, dove la rabbia è uno sfogo forse dovuto solo alla rassegnazione prima di lascia spazio alla pacatezza sia dei ricordi, come in “1979″, sia di dolci dichiarazioni (”By starlight”,”Lily”) , prima di dare la definitiva buonanotte con “Farewell and goodnight”. Fa da collante a tutto il disco una spettacolare teatralità, accompagnata da una cupa visione del mondo (che d’altronde è “un vampiro” ;-) ). La dolcezza che apre (con la traccia omonima) e chiude l’album, è soltanto frutto di “Mellon Collie” (gioco di parole, leggi “melancholy”) ricordi andati ed ocasioni perdute. Tutta l’essenza degli Smashing Pumpkins in due cd.

E questo basta.