puglisi.jpg15 settembre 1937 - 15 settembre 1993

1)L’Amore nasce dal bisogno inconscio di rompere la solitudine
2)L’Amore non è solo esigenza di essere amati, protetti, difesi
3)Amore è donarsi (non voglio regali, voglio te)
4)Amore è premura, responsabilità, rispetto, conoscenza
5)Amore è rivolto alla persona
6)Amore non è infatuazione momentanea
7)Amore non è robotizzarsi
8)Amore conduce all’unione sessuale
9)Amore è pazienza, disciplina, fiducia, coraggio
10)Amore è apertura esistenziale alla trascendenza

Padre Giuseppe Puglisi soprannominato 3P è stato ucciso dalla mafia il giorno del suo 56° compleanno, mentre era parroco a San Gaetano, nel quartiere Brancaccio di Palermo.

Dichiara il suo assassino, Salvatore Grigoli, che nel momento in cui  lo sta per uccidere il prete sorride e dice “Me l’aspettavo”. Infatti c’erano già stati segnali di tensione, intimidazioni, incendi alle porte di casa di tre volontari, minacce e il pestaggio di un ragazzo. Continua Grigoli: “Lui aveva capito certamente da dove arrivava il messaggio. Noi facevamo questi attentati per allontanare da Brancaccio don Pino e la gente che lo appoggiava.” A conferma di questo, pochi giorni prima della morte 3P dice ai suoi amici: “D’ora in poi evitate di venirmi a trovare di sera a casa.”

Un personaggio scomodo per la mafia, tante le sue iniziative per aiutare i giovani, la gente, i detenuti e i loro parenti, i tossicodipendenti e i pregiudicati. Negli ultimi mesi inaugura il centro Padre Nostro, un punto di riferimento per i bambini, le famiglie, gli anziani del quartiere; si oppone alla organizzazione della festa del patrono controllata da comitati che la usavano come trampolino di lancio per ostentare il loro potere e i loro traffici; il 21 maggio 1993 organizza una marcia silenziosa in ricordo di Giovanni Falcone nel primo anniversario della Strage di Capaci.

Dopo i primi attentati ad alcuni volontari, invita dall’altare la comunità ad essere vicina a queste persone, si rivolge con parole dure ai mafiosi: “Dio ha detto: non uccidere! L’uomo, qualsiasi agglomerazione umana o la mafia, non può calpestare questo diritto santissimo di Dio. Nel nome di questo Cristo crocifisso e risorto, di questo Cristo che è vita, lo dico ai responsabili, lo dico ai responsabili: convertitevi! Per l’amore di Dio! Mafiosi convertitevi! Un giorno verrà il giudizio di Dio e dovrete rendere conto delle vostre malefatte”, ma non manca di tentare un dialogo: “Mi rivolgo anche ai protagonisti delle intimidazioni che ci hanno bersagliato. Parliamone, spieghiamoci, vorrei conoscervi e conoscere i motivi che vi spingono ad ostacolare chi tenta di educare i vostri figli al rispetto reciproco, ai valori della cultura e della convivenza civile.”

Si rifiuta però di denunciare le minacce e di farsi trasferire o mettere sotto scorta, consapevole del fatto che un prete come lui deve stare in mezzo alla gente, nella loro medesima condizione e spinto dalla volontà di non mettere a repentaglio la vita di nessun altro eccetto la propria.

La sua è una vita di sacrifici dedicata agli altri, una vita che ha trasformato e salvato molte altre vite, una vita fatta d’amore.

(foto tratta da www.angelfire.com)