C’era un cavaliere piccolino
che correva su un cavallo alato,
per l’etere gioiva il malandrino
il sultano lo aveva di permesso dotato.
Poteva così andare da tutti quanti
a raccontar come andava il mondo,
i buoni e i cattivi distinguere fra i tanti,
insegnar a tutti a girar le leggi in tondo.
Arrivò un giorno che il sultano fu spodestato
costretto presto lontano a scappare,
ratto il cavalier carpì il titolo agognato
prima che via dall’aere lo potessero mandare.
Così come chi semina raccoglie le messi
il cavalier, re sicuro circondato da buoni amici,
fu coinvolto in una miriade di processi,
che presto i compari conclusero con esiti felici.
Battaglie, insurrezioni e franchi tiratori
hanno reso il suo potere un po’ a singhiozzo,
ma ogni volta è risorto a nuovi onori,
grazie a compiacenze, Fede e ricchezze un pozzo.
E ora felice incastonato nel sospirato trono,
la sua corte di visir e odalische satolla,
benedetto dall’alto come un grande dono,
imperator l’acclama tutta la sconfinata folla.
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