chiaiano.jpegCredo che ognuno di noi cerchi la serenità e la felicità, ma non possiamo e non dobbiamo negare la realtà che ci circonda, soprattutto quando la conoscenza della realtà è il primo passo per il suo stesso miglioramento.

Molti eventi in questi giorni mi hanno colpito, il terremoto in Cina, il nuovo governo italiano e i suoi provvedimenti, la campagna elettorale negli Stati Uniti, la situazione africana (a riguardo di ciò vi segnalo la puntata di domenica scorsa di report, “Furto di stato”),… , ma qui voglio concentrarmi sulla situazione di Chiaiano.

Ritorniamo al titolo di questo articolo, cosa sta accadendo a Chiaiano?

Ormai tutti conoscono la situazione di Napoli e di una parte della Campania. Cerchiamo inanzitutto di capire perché Napoli è invasa dalla spazzatura. Il problema della spazzatura a Napoli nasce molti anni fa, ma solo nel 1994 il governo crea dei commissari speciali preposti alla gestione del problema rifiuti. E’ circa in quel periodo che le aree di smaltimento iniziano ad essere sature, e molte sono poste sotto sequestro dalla magistratura, o bloccate da manifestanti locali, che ne rifiutano la presenza nei pressi delle loro abitazioni. Contemporanemente nascono numerose discariche abusive, e la campagna del casertano viene utilizzata come discarica di materiali tossici. Una situazione molto vantaggiosa per la camorra che riceve i soldi delle ditte del nord per lo smaltimento dei rifiuti industriali. La situazione nonostante i commissari non migliora, sicuramente anche per le fortissime pressioni della malavita sulla politica.

Nel 2000 la FIBE (sigla ottenuta dai nomi delle imprese Fisia, Impregilo, Babcock Envinronment GmbH, Evo Oberrhausen) vince l’appalto per l’intero ciclo dello smaltimento dei rifiuti in Campania. La gara per l’appalto prevedeva che il vincitore realizzasse due inceneritori e sette impianti di produzione di Cdr (combustibile derivato da rifiuti) e della Fos (frazione organica stabilizzata). Il Cdr, le famose eco-balle, sarebbero state il combustibile degli inceneritori, il fos avrebbe dovuto essere utilizzata nelle attività di bonifica ambientale. In raltà il progetto presentato non era qualitativamente migliore, anche secondo il giudizio tecnico che gli attribuiva metà dei punti del principale progetto concorrente. L’impresa si aggiudicò l’appalto offrendo un prezzo inferiore per lo smaltimento e una messa in esercizio più veloce. Attualmente è in corso un processo penale innanzi al Tribunale di Napoli sulle conseguenze di questo appalto.

Nel luglio 1998 una commissione parlamentare constata che la Campania rimane in uno stato di emergenza, giudicando insufficienti gli impianti realizzati o individuati, e poco collaborative le amministrazioni locali. Molte discariche esistenti sono ormai oltre le loro capacità, con gravi conseguenze igienico-sanitarie per chi vive nei paraggi. La Regione decide di continuare ad utilizzare comunque la discarica di Palma Campania, nonostante quest’ultima necessiti una bonifica. Nel frattempo entrano in funzione tre impianti di vagliatura e triturazione, e quattro di imballaggio. Nel 2001 vengono riaperte provvisoriamente le discariche di Serre e Castelvolturno e migliaia di rifiuti vengono inviati in altri regioni e in Germania, dove gli inceneritori sono ormai divenuti inoperosi a seguito di una massiccia campagna di riciclaggio.

Nei due anni successivi entrano in funzione gli impianti di produzione del Cdr a Caivano, Avellino, Santa Maria Capua Vetere, Giugliano, Casalduni Tufino e Battipaglia. Alla Campania mancano però le capacità di trattare questo combustibile che presto si accumula negli impianti.

Nel 2007 il governo in carica interviene direttamente per cercare di risolvere la crisi, individua nuovi siti da destinare a discarica ed cerca  la soluzione del problema nella regionalizzazione dello smaltimento dei rifiuti, autorizzando la costruzione di tre nuovi inceneritori. L’11 Gennaio 2008 il Presidente del Consiglio Prodi nomina commissario l’ex capo della polizia Gianni De Gennaro, con l’obiettivo di risolvere la situazione entro quattro mesi. Riprende il costoso trasferimento di rifiuti verso la Germania.

E’ a questo punto che vengono individuate nuove aree da adibire a discarica, tra cui la discarica chiusa nel quartiere di Napoli Pianura, quindi una cava dismessa nel quartiere di Chiaiano. Immediatamente scoppia la protesta della cittadinanza locale.

Così, infine, arriviamo alla situazione attuale di Chiaiano. Il 7 Maggio i consiglieri della Municipalità di Chiaiano di Napoli, con il presidente Carmine Malinconico, occupano la sala del consiglio comunale di Napoli durante la seduta dell’assemblea, impedendo di fatto lo svolgimento del consiglio. Chiaiano è chiuso, vi sono blocchi stradali sulle strade principali. Con la gente ci sono anche i sindaci: Salvatore Perrotta di Marano, Giacomo Pirozzi di Calvizzano e Daniele Palumbo di Mugnano.

Il 12 Maggio, con 45mila tonnellate di immondizia ancora in strada e gli impianti di trattamento che lavorano a singhiozzo, un migliaio di manifestanti di Chiaiano, Marano e Mugnano è in attesa della riunione del Consiglio comunale, tra loro anche il sindaco di Marano con la  fascia tricolore e con alcuni assessori. Chiedono che una loro delegazione possa assistere ai lavori del Consiglio.

Il 21 Maggio il nuovo governo approva un decreto legge con cui si stabilisce la costruzione di quattro nuovi inceneritori (invece di tre), si individuano dieci siti in cui realizzare nuove discariche e si prevedono sanzioni per i Comuni che non dovessero portare a regime la raccolta differenziata. I siti scelti per le discariche vengono dichiarati zone di interesse strategico nazionale di competenza militare. Le parole d’ordine sono termovalorizzatori e discariche.

IL 23 Maggio il presidente Napolitano emana i decreti legge su sicurezza e rifiuti. Lo stato di emergenza cesserà il 31 dicembre 2009.  Guido Bertolaso è nominato sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’emergenza rifiuti. Viene comunicato l’elenco delle 10 discariche da utilizzare per lo smaltimento dei rifiuti, le zone scelte sono: SAVIGNANO IRPINO, SANT’ARCANGELO TRIMONTE, TERZIGNO (DISCARICA DA CREARE), TERZIGNO (VECCHIA CAVA), ANDREATTA, FERRANDELLE, SANTA MARIA LA FOSSA, CAVA MASTROIANNI, SERRE, CHIAIANO. A Chiaiano esplode la protesta: migliaia di cittadini in strada, blocchi stradali, scontri con le forze dell’ordine. Tre  manifestanti arrestati, tre denunciati, tre contusi. Sei agenti feriti. Più di cento persone, dopo gli scontri avvenuti nella serata, restano per l’intera notte a presidiare le strade di acceso che conducono alla cava di Chiaiano, è presente anche i sindaco di Marano, Salvatore Perrotta. Alla rotonda di Marano, dove sono avvenuti gli scontri più duri con le forze dell’ordine, si svolge nel corso della notte una lunga assemblea per decidere le iniziative da intrapendere. Intanto le forze dell’ordine continuano a vigilare sulla situazione. Al presidio i manifestanti commentano: “Nessuno fa emergere la verità, qui si vuole mortificare una comunità con una scelta scellerata ed incomprensibile”.

Il 24 Maggio scoppia una vera e propria guerra civile, feriti da una parte e dall’altra, petardi e bastoni contro la polizia che ha risposto caricando, tre molotov e tre bottiglie con acqua e benzina pronte all’uso trovate a terra. Tutto inizia con il tentativo da parte di alcuni tecnici dell’Anm di rimuovere un autobus usato come blocco sulla strada che da Marano conduce alla discarica di Chiaiano. I manifestanti cercano di impedirne la rimozione e la polizia risponde con una carica. A questo punto inizia il lancio di pietre, petardi e bastoni., una molotov è lanciata sotto l’autobus. Le proteste vengono condannate dalle istituzion: Maroni commenta “azioni ingiustificabili”, il sindaco Iervolino dichiara che “alle leggi si ubbidisce e basta”, ma dice rivolgendosi al capo della polizia “non vogliamo che Napoli diventi una nuova Genova”.

Inquitanti alcuni racconti e foto sui due giorni di scontri. Su youtube si trovano numerosi video. Segnalo inoltre alcuni interessanti filmati sull’emergenza rifiuti e su Chiaiano: relazione prof. Ortolani e Vietato Respirare.

Il 25 Maggio arriva una tregua, il sottosegretario Guido Bertolaso incontra i sindaci e autorità locali dei comuni che ospiteranno una discarica. Prima di martedì mattina, quando ci saranno i rilievi tecnici attraverso cui si deciderà la realizzazione o meno della discarica, le autorità assicurano, “non ci sarà alcuna attività presso la cava di Chiaiano”.

La macchina messa in moto dal nuovo governo difficilmente si fermerà e credo che i siti scelti diventeranno tutti discariche. Nei prossimi anni vedremo se le scelte fatte sono giuste o hanno ragione i cittadini. Un fatto colpisce, che nessuno nel governo attuale né nel precedente ha cercato o cerca soluzioni alternative per lo smaltimento di rifiuti, eppure queste ci sono.

(immagine tratta da Il Giornale)