Mercoledì
Mag 21,2008
Paolo Scaroni, amministratore delegato dell’Eni, il 19 Maggio ha firmato un accordo fra ENI e il governo della Repubblica del Congo. Questo accordo prevede investimenti da parte di Eni per 3 miliardi di dollari nel Paese africano nel periodo 2008-2012 e riguarda principalmente la ricerca e lo sfruttamento di oli non convenzionali in sabbie bituminose.
Nell’accordo, al di là dei metodi di sfruttamento e di trattamento delle sabbie, vi sono tre interessanti punti:
- il protocollo d’intesa sul progetto Food Plus Biodiesel, per l’utilizzazione di olio di palma, sia per coprire il fabbisogno interno, sia per produrre biodiesel;
- la realizzazione di una centrale elettrica ad elevato rendimento a gas da 300 MW, ampliabile, grazie al ciclo combinato, fino a 450 MW, che nel 2009 genererà l’80% dell’energia elettrica necessaria al paese. La centrale beneficierà dei crediti del Clean development mechanism previsti dal protocollo di Kyoto;
- miglioramento dell’assistenza sanitaria all’infanzia nelle zone rurali del Congo, promossi e realizzati da Eni Foundation, a seguito di un accordo firmato nel 2007, grazie al quale verranno vaccinati oltre 200mila bambini, pari a circa il 30% della popolazione infantile del Paese.
Non credo che l’ENI sia diventata “buona”, ma sapere che ci sono iniziative, che oltre ad arricchire l’economia dei paesi più potenti, migliorano anche le condizioni dei paesi del terzo mondo, fa piacere. Speriamo che questo accordo aiuti veramente la condizione della Repubblica del Congo.
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