paolo-borsellino.jpg«L’equivoco su cui spesso si gioca è questo: quel politico era vicino ad un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con le organizzazioni mafiose, però la magistratura non lo ha condannato quindi quel politico è un uomo onesto. E no, questo discorso non va perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale, può dire, beh, ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria che mi consente di dire quest’uomo è mafioso. Però siccome dalle indagini sono emersi altri fatti del genere altri organi, altri poteri, cioè i politici, …dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica…».

Ecco, sulla vicenda Travaglio, visto che lo stesso D’Avanzo ha ammesso di aver detto una cazzata accusando uno dei pochi giornalisti rimasti liberi in Italia, la mia opinione è esattamente riassunta nelle parole di Paolo Borsellino, che spero nessuno voglia dimenticare per l’apporto enorme che ha dato nella lotta alla mafia, che lui stesso ha pagato con la vita.