A 27 anni dal disastro del DC-9 Itavia viene inaugurato a Bologna il Museo della Memoria, l’evento è corredato da lo spettacolo “Ultimo Volo” di Pippo Pollina e dall’allestimento dell’artista Christina Boltanski. Un museo per dare voce agli 81 morti della strage senza colpevoli. A ventisette anni dall’evento non sono chiari i motivi del disastro. Non sono bastati processi, ricorsi in appello a dare una risposta ai parenti delle vittime e ad un paese che continua a chiedersi perchè in tempo di pace un aereo civile sia stato abbattuto con un missile. La sentenza ordinaria del 31 agosto 1999 conclude dicendo:

“L’incidente al DC9 è occorso a seguito di azione militare di intercettamento, il DC9 è stato abbattuto, è stata spezzata la vita a 81 cittadini innocenti con un’azione, che è stata propriamente atto di guerra, guerra di fatto e non dichiarata, operazione di polizia internazionale coperta contro il nostro Paese, di cui sono stati violati i confini e i diritti.
L’ottantaduesima vittima in questa vicenda è la verità. Negata a chi la chiede a gran voce da 27 anni, negata da dubbie sentenze e da testimonianze false; da omissioni concordate e dalla manomissione delle prove. In questo panorama fumoso l’unica certezza è che qualcuno la verità la conosce e continua a negarla e nasconderla. La mia speranza è che un giorno, per quanto lontano, si possa far chiarezza e dar pace a chi lotta da anni per la giustizia.