Il 1° Aprile ho assistito ad un interessante incontro organizzato da Libertà e Giustizia con Piercamillo Davigo e Marco Travaglio. Piercamillo Davigo ha illustrato alcuni dei numerosi problemi che deve affrontare la giustizia italiana, fra cui le tante leggi, come l’indulto, che spesso salvano molti dalla galera. Ad esempio l’indulto unito a vari sconti della pena, fra cui la buona condotta, permettono a tutti i condannati a meno di 6 anni di non passare neppure un giorno in prigione. Nonstante tutto la giustizia procede, lo dimostra il fatto che numerosi  politici continuano a lamentarsi della giustizia. Berlusconi promette in caso di sua vittoria un’aspra campagna contro i pazzi giudici italiani: il suo scopo è quello di rendere completamente schiava la magistratura, andando contro la Costituzione. Parlando della mafia, il fatto che negli ultimi anni non ci sia stati attentati, e che sia rimasta nell’ombra, non fa ben sperare. La mafia non si è sicuramente indebolita e se non ha neppure più bisogno di compiere fatti di sangue per compiere i suoi misfatti significa che è così forte da terrorizzare  e da riuscire a farsi rispettare soltanto con consigli e minacce. Marco Travaglio ha incentrato i suoi interventi sulle prossime elezioni e sulla campagna elettorale riprendendo uno dei punti principali: i condannati nelle liste. Veltroni è riuscito a pulire e rinnovare le liste fino al centro Italia, la situazione in Campania, Calabria, Basilicata e Sicilia non è cambiata. Le dichiarazioni di Bondi di eliminare gli inquisiti e i condannati dal Popolo della Libertà si sono trasformate in farsa, dopo aver terrorizzato mezza Forza Italia, quando ha escluso dagli eliminabili le “vittime di processi politici”. L’Italia negli ultimi anni si è berlusconizzata, nessuno si scandalizza più, nemmeno per l’ignoranza, per le dichiarazioni e le numerose condanne di molti politici. Il voto, per quanto sminuito dall’impossibilità di votare un candidato, ma solo una lista, resta il modo più forte per esprimere i propri diritti politici. Quest’anno non possiamo neppure dire che manchi la scelta con più di 10 liste.

Davigo ad un certo punto ha detto che se avesse 20 anni se ne andrebbe via dall’Italia, un paese ormai in declino, che finora ha avuto la capacità di fermarsi sempre prima di cadere nel baratro. Io non posso credere che l’Italia sia destinata alla fine dell’Argentina o peggio; la speranza è l’ultima a morire, ma qui nel nostro paese la speranza è sicuramente gravemente malata.