blakflag.jpg Alla fine degli anni 70 , quando il punk nel vecchio continente era ormai una corrente culturale devastante, (tranne che in Italia, ma noi siamo stati quasi sempre messi abbastanza malino con la percezione che la massa ha del rock in generale), e negli Stati Uniti i Ramones la facevano da padroni a livello di punk rock, in California si formano i Black Flag, grazie al chitarrista Greg Ginn, destinati a divenire i padri del beach punk. Vorrei a questo punto un avviso/precisazione per coloro che non conoscessero approfonditamente il genere: il termine “beach punk” potrebbe portare a pensare a grandi party sulla spiaggia con ragazze meravigliose e abbronzate che giocano a pallavolo o prendono il sole. Nessuna interpretazione potrebbe essere più errata di questa; infatti questo termine si riferisce proprio al genere fondato dai Black Flag, un punk/hardcore violento , nichilista e di protesta.
Ma torniamo all’album.
In “Damaged” , album del 1981, ci sono quindici tracce per un totale di trentacinque minuti circa: canzoni brevi, dirette, senza artifici, che fanno passare senza equivoci il messaggio del gruppo al mondo e alla vita (ed anche alla polizia di Los Angeles, città della band): “We are tired of your abuse, Try to stop us, it’s no use” , esattamente come viene annunciato nella traccia di apertura, intitolata “Rise above”. Il disco prosegue sempe in modo molto rumoroso, grezzo, dove suoni e rumori si confondono ed i testi si dividono tra l’esistenziale ed il rabbioso: l’unico pezzo che sembra veramente spensierato, “T.V. party” , è in realtà volutamente canzonatorio nei confronti di una società che si “incolla” letteralmente tutte le sere davanti al televisore.

Con questo lavoro i Black Flag producono una delle pietre miliari del punk di sempre, portando agli occhi di tutti per la prima volta una corrente musicale nata dal contrasto profondo che si viene a creare tra la cultura punk e la società patinata della California.

Concedetemi infine una frecciata: se pensate che il punk siano i blink 182 o i green day, VI PREGO non ascoltate questo disco……. e tornate a piangere dalla mamma. ;-)