La risposta alla domanda “Il miglior modo per produrre gasolio? ” non è “Il petrolio”. Infatti grazie ad un particolare tipo di alghe, le diatomee, si può produrre biogasolio (perfettamente compatibile con tutti i veicoli con motore diesel, ma con molto meno zolfo) in modo più economico. Fino ad ora il biogasolio veniva principalmente prodotto a partire da olio di colza o da grasso animale, ma questi metodi dovrebbero essere meno convenienti. Le alghe hanno inoltre il grosso vantaggio di non togliere terreno alle colture e non influenzare il mercato di verdura e cereali (come purtroppo accade con la produzione di bioetanolo).
Prima arriveranno queste alternative e prima inizieremo a pagare meno per fare il pieno. Mi sorge solo una domanda, le grandi società petrolifere permetteranno che accada ciò?
7 Responses for "Biogasolio dalle alghe"
…sono dolente di doverti far notare che finora nessuno è riuscito ad avere rese sufficienti nell’acquacoltura di alghe per la produzione di grassi da esterificare in biocarburanti.
I problemi di sviluppare strutture di acquacoltura algale sufficientemente economiche in luoghi sufficientemente insolati e non già dedicati ad altro utilizzo (come alcuni deserti caldi), la necessità di vasche che consentano un’adeguata irradiazione luminosa anche in profondità, il problema di alimentare con quantità sufficienti di CO2 le vasche per avere alte rese (si è anche proposto di far gorgogliare CO2 nell’acqua visto che quella atmosferica non è sufficiente) e la necessità di difendere la coltura da contaminanti e infestanti (provare con una coltura casalinga di alghe qualsiasi - ad es. Spirogyra spp. - per aver idea del problema), sono tutte questioni tecniche lungi dall’essere risolte, al momento…
…direi quindi che le compagnie petrolifere - se mai si sono preoccupate del problema - possono dormire sonni tranquilli ancora per un po’…
…c’è sempre il deserto del sahara! sarebbe adatto a distese enormi di vasche di “ridotta” profondità per agevolare l’irradiazione. riguardo batteri e contaminanti laggiù, con quel clima, non ci dovrebbero essere particolari problemi… forse solo la sabbia stessa!
…e se proprio il sahara non fosse adatto potremmo sempre ricoprirlo di pannelli solari!
rkv sono convinto che quel po’ di cui parli sarà breve.
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…c’è sempre il deserto del sahara! sarebbe adatto a distese enormi di vasche di “ridotta” profondità per agevolare l’irradiazione. riguardo batteri e contaminanti laggiù, con quel clima, non ci dovrebbero essere particolari problemi…
Ehm… non vorrei sembrare un soggetto particolarmente incline alla tetraggine, ma a parte il conflitto tra Marocco e Fronte Polisario (e l’Algeria che lo sostiene) che da trent’anni lascia irrisolta la questione del Sahara Occidentale dove il 50% del territorio è militarmente occupato o minato, aparte la recente escalation terroristica di matrice islamica in Mauritania a sud, a parte il precipitare ad est della situazione nel Ciad a sua volta diretta conseguenza dello sfascio del Sudan (il primo e più pericoloso degli “Stati Falliti” del pianeta) e a parte il fatto che l’unica nazione stabile della regione sahariana è, a nord, la Libia… a parte, quindi, lo scenario di catastrofica instabilità politica della regione che già di per sé non si presta al momento e nel prevedibile futuro alla realizzazione di grandi e delicati impianti, faccio sommessamente notare comunque almeno due problemi tecnici non di poco conto da risolvere:
a) come portare l’acqua necessaria alle alghe nelle “enormi vasche”;
b) come rimpiazzare la quota di acqua che proprio per il clima così secco rapidamente evapora, quota che - faccio sempre sommessamente rilevare - è tanto più grande quanto più è ampia la superficie ed è per giunta percentualmente tanto maggiore quanto meno sono profonde le vasche…
Per quanto riguarda il fotovoltaico, a parte il costo dell’impianto, come difendere le superfici trasparenti dei pannelli (che trasparenti devono rimanere pena il non funzionamento dell’impianto) dalla polvere e dalla sabbia che in quelle regioni ventose si deposita rapidamente su tutti gli oggetti di superficie?
Non sarebbe meglio un impianto eolico o una solar tower anche piccola (che tra l’altro come ha sorprendentemente mostrato il prototipo realizzato in Spagna anni or sono ha anche il vantaggio di condensare il vapore acqueo e di permettere quindi l’estrazione di acqua, così preziosa nelle sempre più numerose regioni aride, dall’atmosfera)?
ok, hai ragione, non avevo considerato i problemi politici della zona… per l’acqua non “lontano” c’è il fiume più grande del mondo che aspetta solo di essere sfruttato (qualche bacino di derivazione, qualche condotta sotterranea…)
e se non dovesse andare bene basterà aspettare una decina d’anni che qualche altra zona del pianeta si desertifichi (putrtroppo il trend è quello…)
[...] completamento, vedi anche questo articolo ed anche [...]
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