A Natale siamo tutti più buoni.
O forse no. Questo mese, infatti, voglio andare un po’ controtendenza rispetto ad una tradizione che fa del Natale, anzi, del periodo natalizio, a volte, un po’ un insieme di buoni propositi e sentimenti non sempre sinceri.
Decido quindi di essere schiettamente diretto , recensendo questo devastante album dei Pantera del 1992.
Parto innanzitutto dicendo che recensire una pietra miliare del metal come questo album senza cadere in banalità è impresa non semplice, ma ho deciso di provarci lo stesso per portarlo alla conoscenza dei lettori di “Disinformati!” che non lo conoscono.
La dichiarazione di intenti dei Pantera è qui chiarissima ancora prima di ascoltare la prima traccia, semplicemente osservando la copertina: questo album ha la potenza, l’energia e la forza di un pugno di metal dato in faccia a chi ci vuole male.
Vulgar display of power parte con un capolavoro, ovvero “Mouth for war” , dove il compianto chitarrista Dimebag Darrell ed il cantante Phil Anselmo esprimono il meglio di loro stessi con riff potentissimi e linee vocali aggressive. Da qui in poi l’album scorre liscio come l’olio, passando attraverso l’esplosiva “New level”, e la meravigliosa “Walk”, che nel suo riff semplicissimo esprime tutto il tema principale del pezzo, ovvero il rispetto. A dir la verità si potrebbe scrivere una recensione per ogni singola traccia di Vulgar Display of power: mi limito qui a citare ancora tre pezzi fondamentali dell’album, della storia dei Pantera, e del metal tutto, ovvero “Fucking hostile”, “This love”, una meravigliosa canzone su un “amore finito” , e “Hollow”, che chiude l’album in modo superlativo. Lascio al lettore il piacevole compito di scoprirne il resto.
Le caratteristiche migliori di questo lavoro sono la compattezza di tutta la band nel suonarlo, ma soprattutto la straordinaria originalità. Sono infatti i Pantera il gruppo metal degli anni novanta (da Cowboys from hell in poi ) che più ha rivoluzionato il metal, portando sonorità inconfondibili con una tecnica ed un gusto veramente rare, tanto che un’etichetta di genere va, a pareredi chi scrive, un po’ stretta a questo gruppo: i Pantera sono i Pantera. Punto e basta.
ATTENZIONE : questo album può dare dipendenza, non tenetelo fuori dalla portata dei bambini ma magari evitate di farlo sentire a vostra nonna dopo il pranzo di Natale. Non mi assumo la responsabilità delle conseguenze di un tale gesto.
P.S.: questa recensione, per fortuna o sfortuna dei lettori, non so, è stata scritta da un grande fan dei Pantera: ad ogni modo, non credo che troverete una recensione che possa dare pareri molto diversi da quelli scritti qua. Davvero.
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